(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2026(AGENPARL) – Fri 20 February 2026 https://www.aduc.it/articolo/giustizia+al+collasso+graduatorie+inutilizzate_40658.php
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Giustizia al collasso e graduatorie inutilizzate: il paradosso dei Giudici di Pace
Il diritto alla giustizia in tempi ragionevoli non è un privilegio, ma una garanzia costituzionale. Eppure, oggi, proprio questo diritto è gravemente compromesso da una crisi strutturale che colpisce uno dei presìdi più importanti per i cittadini: gli Uffici del Giudice di Pace.
In numerose sedi italiane, si registrano rinvii delle udienze fino al 2032, con conseguenze gravissime per chi si rivolge alla giustizia per far valere diritti spesso fondamentali: recupero crediti, opposizioni a sanzioni amministrative, controversie condominiali, responsabilità civile, tutela dei consumatori.
Questa situazione non rappresenta solo un disagio organizzativo, ma una vera e propria violazione del diritto alla tutela giurisdizionale effettiva, tanto che lo Stato italiano è già stato condannato in diversi casi ai sensi della Legge Pinto (Legge n. 89/2001) per l’eccessiva durata dei processi.
I Giudici di Pace rappresentano il primo presidio di tutela per i cittadini. È davanti a questi uffici che si discutono le opposizioni a multe e cartelle esattoriali, le controversie con compagnie telefoniche, banche e assicurazioni, i contenziosi su contratti di consumo, i risarcimenti per danni di modesta entità.
Quando le udienze vengono rinviate di anni, il consumatore subisce un doppio danno: economico, perché non può recuperare tempestivamente quanto gli spetta; giuridico, perché la tutela diventa ineffettiva; psicologico, per l’incertezza e la frustrazione derivanti dall’impossibilità di ottenere giustizia.
In questi casi, il cittadino diventa vittima non solo della controparte, ma anche di un sistema giudiziario incapace di garantire tempi ragionevoli.
Il dato più sconcertante riguarda l’esistenza di risorse già formate e immediatamente disponibili, ma attualmente non utilizzate.
Il bando per Giudici Onorari di Pace (GOP) del 2023 ha previsto: 658 posti disponibili, con ulteriori 328 unità dichiarate idonee e formate, ma non nominate.
Si tratta di professionisti che hanno già superato le selezioni, svolto il tirocinio e ricevuto la formazione necessaria per esercitare le funzioni giudiziarie.
Nonostante ciò, queste risorse non vengono utilizzate, se non in caso di rinuncia o revoca dei candidati nominati.
Questo significa che il sistema giudiziario dispone di personale già pronto, che potrebbe entrare in servizio in circa 40 giorni, ma che resta inutilizzato mentre gli uffici collassano.
Lo scorrimento integrale delle graduatorie degli idonei rappresenterebbe una misura:
immediata, a costo contenuto e già prevista dal sistema concorsuale.
Consentirebbe di immettere rapidamente circa 300 nuovi Giudici Onorari, rafforzando gli Uffici del Giudice di Pace e contribuendo anche agli obiettivi di efficienza richiesti dal PNRR.
Inoltre, analoghe criticità riguardano anche circa 190 Vice Procuratori Onorari (VPO) già formati ma non nominati, nonostante le gravi carenze presso le Procure della Repubblica.
Il paradosso è evidente: mentre si discute della necessità di nuovi concorsi, con tempi stimati di 3–4 anni, esistono già professionisti pronti che potrebbero intervenire subito.
Il mancato utilizzo delle graduatorie non produce solo inefficienza, ma espone lo Stato a ulteriori condanne per violazione della ragionevole durata del processo con conseguente aumento dei risarcimenti a carico della collettività.
Il danno diventa quindi sistemico e ricade, in ultima analisi, sui cittadini contribuenti.
Come associazione per la tutela dei consumatori, ADUC ritiene che la crisi degli organici della magistratura onoraria rappresenti una grave emergenza per i diritti dei cittadini.
Lo scorrimento delle graduatorie degli idonei già formati rappresenta una soluzione concreta e immediata.
Non utilizzare risorse già disponibili rappresenta uno spreco di capitale umano e di risorse pubbliche, oltre che un danno diretto per i cittadini.
I cittadini che subiscono ritardi eccessivi nei procedimenti giudiziari possono intanto richiedere il risarcimento per irragionevole durata del processo ai sensi della Legge Pinto e poi segnalare situazioni di grave inefficienza.
ADUC continuerà a monitorare la situazione e a promuovere ogni iniziativa utile per garantire una giustizia efficiente, accessibile e tempestiva.
Smeralda Cappetti, legale, consulente Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
URL: http://www.aduc.it
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