(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 15 January 2026 *Garante Privacy: Ruotolo (PD), Collegio non più credibile, dimissioni
subito*
Dichiarazione di Sandro Ruotolo della segreteria del Partito Democratico,
responsabile Informazione
Cos’altro dobbiamo aspettare per le dimissioni dei membri del collegio del
Garante per la protezione dei dati personali?
È notizia di poche ore fa che la magistratura ha aperto un’inchiesta e che
tutti i componenti del collegio risultano indagati per corruzione. Vale,
ovviamente, la presunzione di innocenza: nessuna condanna, nessuna
sentenza. Ci auguriamo che le accuse si rivelino infondate.
Ma il punto non è – e non può essere – giudiziario.
La credibilità dell’Authority era già stata messa seriamente in discussione
nei mesi scorsi, tanto da portarci a chiedere le dimissioni dei suoi
vertici. In particolare quando si scoprì che, alla vigilia della multa
inflitta a Report – una delle principali trasmissioni di giornalismo
d’inchiesta del servizio pubblico di Rai – un membro del collegio, Agostino
Ghiglia, ex parlamentare ed esponente di Fratelli d’Italia, si era recato
il giorno prima in via della Scrofa, sede nazionale del partito di governo.
Un fatto politicamente e istituzionalmente gravissimo, non per ciò che
dimostra sul piano penale, ma per ciò che compromette sul piano
dell’indipendenza e dell’imparzialità.
Eppure, nonostante tutto questo, sono rimasti al loro posto. Nessuna
assunzione di responsabilità, nessun passo indietro.
Oggi però siamo oltre.
Con un’indagine che coinvolge l’intero collegio, la decenza istituzionale
impone una scelta chiara: dimettersi. Non perché colpevoli, non perché
condannati, ma perché non più credibili nel ruolo che ricoprono.
Un’autorità di garanzia vive di fiducia, autorevolezza e terzietà. Quando
queste vengono meno, l’organismo stesso viene messo in grave difficoltà e
trascina con sé la tutela di diritti fondamentali, a partire dalla libertà
di informazione.
Non è una questione personale. È una questione istituzionale.
E allora la domanda resta, oggi più che mai, inevitabile: cos’altro
dobbiamo aspettare?
Roma, 15 gennaio 2026
Alla luce dei principi di cui al D.lgs. 196/03 e al Regolamento UE
2016/679 in materia di protezione dei dati personali, tutte le informazioni