(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2025(AGENPARL) – Tue 04 November 2025 (ACON) Trieste, 4 nov – “I tempi per aggiornare l’audizione sul
Tagliamento sono imbarazzanti, cos? come ? imbarazzante, nel 60?
anniversario dell’alluvione di Latisana, aver tenuto fuori il
comitato. E a completare il quadro deludente ? la troppa
confusione che ancora oggi regna sovrana”.
Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Nicola
Conficoni, Massimiliano Pozzo, Francesco Martines e Manuela
Celotti (Pd) a margine della seduta della IV commissione riunita
per il completamento dell’audizione sulla messa in sicurezza del
fiume Tagliamento.
“Da questa audizione emerge una grossa delusione perch? un anno
dopo il precedente appuntamento non ? stata ancora individuata la
soluzione all’annoso problema delle possibili esondazioni del
fiume” afferma Conficoni.
“Negli interventi fatti da sindaci – continua l’esponente dem – e
soggetti coinvolti non sono mancate critiche alla Giunta Fedriga
che non ha solo colpevolmente disertato le celebrazioni per il
sessantesimo anniversario dell’alluvione di Latisana, ma anche
speso in ritardo i fondi stanziati dal Centrosinistra per
realizzare alcune opere utili a limitare il rischio di
allagamenti. Quel che ? peggio, comunque, ? che il presidente
Fedriga ha calato le braghe di fronte a Zaia accettando
passivamente l’inversione della portata del canale scolmatore
Cavrato che aggrava l’impatto delle opera da realizzare in Friuli
Venezia Giulia per laminare le piene”.
Secondo Conficoni “invece siamo ancora impantanati in una
grandissima confusione, tra tira e molla sui progetti, passi in
avanti da parte di Fratelli d’Italia e infine il presidente
Fedriga che ha detto che la politica non si deve interessare
perch? solo i tecnici devono darci la risposta al tema. Ora verr?
elaborato un docfap (documento di fattibilit? delle alternative
progettuali). Mancher? per? quel dibattito pubblico che a nostro
avviso offre una maggiore garanzia di individuare una soluzione
che tiene insieme l’esigenza della sicurezza idraulica a quella
comunque imprescindibile della tutela ambientale di un patrimonio
straordinario per la nostra regione come il fiume Tagliamento”.
Secondo il consigliere Pozzo “Autorit? di bacino e Giunta
regionale nel 2023 hanno modificato il piano di gestione rischio
alluvioni sostituendo Pinzano con traversa di Dignano e casse
espansione a Varmo e giustificando questa scelta sulla base di
evidenze tecniche e scientifiche. Poi autorit? e Giunta regionale
sono andate a incontri pubblici sul territorio annunciando che a
breve si sarebbe arrivati alla progettazione, e appellandosi
sempre a scienza e tecnica. Ad aprile 2024 la Giunta ha
deliberato mandando avanti la procedura di progettazione su
Dignano e Varmo, sempre sulla base di motivi tecnici e
scientifici.”
“Oggi – evidenzia Pozzo – a distanza di pi? di un anno sentendo
gli esperti tra cui il luminare chiamato dalla Regione pare che
tutto sia in discussione, a partire proprio dal modello tecnico e
scientifico sulla cui base autorit? e regione avevano scelto
Dignano e Varmo. Cosa intendono fare l’autorit? di bacino e la
giunta regionale? Come intendono proseguire? Hanno abbandonato
queste opere? Ne fanno altre? Sono convinto che la scienza e la
tecnica siano indispensabili per affrontare la questione
complessa del Tagliamento”.
“Ma qua pare – continua il dem – che sia proprio il manico
politico a fare confusione. La Giunta chiarisca al pi? presto
cosa intende fare e guidi il processo, con percorsi coerenti e
lineari, non confusionari”.
A esprimere apprensione ? inoltre il consigliere Martines:
“Dall’audizione di oggi ne esco preoccupato perch? non si riesce
a capire in che direzione stiamo andando. Di questo l’assessore
dovrebbe rendersi conto visto che oggi, da quanto ? emerso in
commissione, pare esserci uno stop rispetto a quanto fatto
finora. Siamo quindi al punto zero e da qui si dovrebbe
ricominciare a parlarne”.
“Sono passati 60 anni e sentire dire che dobbiamo rimettere tutto
in discussione e valutare le questioni tecniche e scientifiche
per ridefinire la progettualit? ? preoccupante. Oggi,
contrariamente agli auspici, la strada non l’abbiamo trovata
nonostante la richiesta di ascoltare dodici tecnici affinch? ci
dessero una certezza su come proseguire. Dall’audizione –
evidenzia Martines – non ho sentito qualcosa di certo, ma un
barcamenarsi e dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte.
Ora aspettiamo di conoscere lo studio annunciato per fine anno
sperando di capire meglio quale sar? la direzione da prendere e
con quali tempi. La politica regionale ha il compito urgente di
dare sicurezza alle popolazioni con una scelta che sia
sostenibile dal punto di vista ambientale”.
Secondo la consigliera Celotti “oggi abbiamo rilevato che servono
ulteriori approfondimenti per poter fare delle scelte efficaci
che garantiscano davvero la mitigazione del rischio nel basso
corso. Ma ci portiamo anche a casa la netta sensazione che gli
esperti nominati dai Comuni e dalla Giunta, intervenuti in
audizione, e l’Autorit? di bacino, stanno su due pianeti
diversi”.
“La vera domanda – prosegue Celotti -? su quale pianeta sta la
Giunta regionale. A questo punto il Docfap unico, che confronti
tutte le ipotesi progettuali su tutta l’asta del fiume e
contempli anche soluzioni diverse da quelle prospettate,
rappresenta un elemento di seriet?. Questo per? non cancella il
ritardo accumulato: abbiamo perso oltre un anno dicendo tutto e
il contrario di tutto”.
“Cos? come serve chiarezza – conclude la consigliera – rispetto
al cambio di portata del canale Cavrato, una modifica contenuta
nel Pgra vigente che prevede di spostare 1.200 mc/s in pi? sul
canale principale che scende verso Lignano, rispetto alla portata
storicamente prevista per il canale scolmatore che scende verso
Bibione, sulla quale non abbiamo ancora ascoltato alcuna presa di
posizione della Giunta e del presidente Fedriga a tutela degli
interessi della nostra regione”.
ACON/COM/sm
041937 NOV 25
