(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Tue 21 October 2025 Manovra, De Carlo (Fdi): Indicatori economici ci premiamo, non siamo più Italietta
Manovra di bilancio, futuro, energia, situazione internazionale: tanti i temi affrontati nel pomeriggio di oggi, martedì 21 ottobre, dal senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, presidente della IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, ospite della tappa veneta di “Panorama on the road”, organizzata a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Padova).
“In fase di realizzazione di una manovra di bilancio, credo sia naturale che ci siano confronti tra le diverse sensibilità. Da parte mia, posso dire che questa manovra mi piace per la parte che mette in sicurezza i conti pubblici: per troppi anni siamo stati l’Italietta, non considerata e derisa sul piano internazionale. Oggi abbiamo lo spread ai minimo storici, gli indicatori economici ci premiano, abbiamo appena festeggiato il traguardo come terzo governo più longevo della storia repubblicana, e per tutti questi motivi attiriamo investitori dall’estero. Un governo serio e stabile come quello targato Giorgia Meloni può affrontare queste condizioni geopolitiche internazionali molto difficili. Dall’altra parte, è innegabile come sulla manovra pesi ancora il Superbonus, eredità del governo che con il reddito di cittadinanza premiava chi non lavorava, che limita le possibilità di intervento”.
Poi focus sui temi del lavoro: “La questione demografica è oggettivamente pesante e il saldo è difficilmente invertibile nel breve periodo: dobbiamo riuscire a trattenere i giovani, e per farlo dobbiamo dare loro stimoli, puntando sull’innovazione e per questo la produzione deve tornare ad essere centrale. Noi fin da subito abbiamo voluto cancellare il reddito di cittadinanza e continuiamo a lavorare per sostenere la crescita attraverso la produttività”.
Infine, un occhio alla situazione internazionale: “Dobbiamo guardare con occhi disincantati al futuro: negli anni è mancata completamente la programmazione e il “no a tutto” ci ha resi dipendenti dall’esterno. Pensiamo al caso dell’energia, dove ci siamo affidati a nazioni che non garantiscono alcuna affidabilità, o alle scelte europee che alla transizione hanno preferito la rivoluzione, come nel settore dell’automotive dove la spinta sull’elettrico ha portato la Cina a drogare il mercato internazionale”.
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