(AGENPARL) - Roma, 27 Novembre 2024(AGENPARL) – mer 27 novembre 2024 **Südtiroler Landtag**
Landtag
Lavori Consiglio: Sicurezza del personale di bordo, Divieto di transito notturno, Frutticoltura altoatesina
**Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit e Freie Fraktion.**
Con la Sicurezza del personale di bordo ferroviario e delle autolinee (presentata dai conss. Knoll, Zimmerhofer, Atz e Rabensteiner l’11/11/2024), presentata questo pomeriggio in Consiglio provinciale, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha proposto di incaricare la Giunta provinciale 1. di elaborare un piano che consenta al personale a bordo dei treni di effettuare i controlli in coppia in modo da poter lavorare in condizioni di maggiore sicurezza; 2. di valutare la possibilità di dotare il personale di bordo ferroviario, previa formazione specifica, di armi non letali quali taser, gas irritanti o spray al peperoncino, in modo che possa difendersi adeguatamente in situazioni di pericolo; 3. di aumentare notevolmente il numero di bodycam in dotazione al personale di bordo ferroviario e degli autobus; 4. di aumentare notevolmente la presenza di addetti alla sicurezza sulle linee nevralgiche di autobus e treni, soprattutto nelle ore notturne; 5. di elaborare un progetto per l’introduzione di sistemi di controllo degli accessi in modo che, ove possibile, i biglietti vengano controllati già al momento di salire in autobus o sul treno; 6. di valutare l’introduzione di sistemi di allarme personali, come pulsanti di allarme mobili o mini-dispositivi che il personale di bordo ferroviario possa indossare sul proprio corpo in modo da poter richiedere l’intervento delle forze dell’ordine in caso di pericolo; 7. di prevedere misure di protezione individuale per il personale di bordo ferroviario e degli autobus; ad esempio, corsi di deescalazione, di autoaffermazione, di autodifesa e servizi di supporto e consulenza psicologica per le vittime di aggressioni; 8. di adottare idonei provvedimenti al fine di garantire che i passeggeri che commettono atti di violenza nei confronti di altri passeggeri o del personale di bordo o che vengono sorpresi più volte senza titolo di viaggio vengano fatti scendere dal mezzo alla prima fermata utile e che venga loro vietato, per un determinato periodo di tempo, di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico su tutto il territorio provinciale. Sven Knoll ha evidenziato la paura del personale che i sindacati confermano, e segnalato alcuni casi raccontati da cittadini relativi a stranieri che viaggiavano senza biglietto e hanno avuto comportamenti violenti, come quello di un tentativo di abuso sessuale operato da uno straniero contro una passeggera nei pressi di Settequerce, concludendo che per le vittime non c’è tolleranza, per i delinquenti sì. I punti dispositivi sono delle proposte da prendere in considerazione, anche se non da applicare punto per punto.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), sostenendo la mozione, ha detto che si era raggiunto un punto davvero basso in provincia: “Dove sono ora tutti quelli che si dicono a favore dell’immigrazione?”. Bambini e donne non possono più recarsi in strada senza aver paura, e l’unica cosa che il Consiglio provinciale può fare è tutelare i propri cittadini dicendo basta all’immigrazione e rimpatrio immediato ai migranti.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha criticato che si presentassero conclusioni generalizzate a un problema complesso, aggiungendo di aver assistito di persona a un tentativo di molestia sessuale su un autobus, cui avevano reagito i passeggeri facendo intervenire le forze dell’ordine: “È una questione anche di coraggio civile”. La violenza è sempre inaccettabile, bisogna trovare soluzioni, non polarizzare la popolazione, ma va ricordato che il 90% della violenza avviene all’interno delle famiglie. Il tema del personale di bordo è molto importante, la sicurezza va garantita a partire da un’adeguata formazione su come reagire. Ha chiesto votazione per punti separati.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, rilevando la scarsa presenza di assessori, ha detto che evidentemente nessuno vuole rendere conto della tragica realtà, tema decisivo alle elezioni in Germania e Austria. Se tanti non prendono i mezzi pubblici è anche per non affrontare queste situazioni.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmataria, ha confermato che tanti giovani hanno paura a utilizzare i mezzi pubblici la sera, soprattutto su certe tratte. C’è chi si procura mezzi di difesa come spray al peperoncino o frequenta corsi di autodifesa. Negli ultimi anni, si è fatto di tutto per far arrivare queste persone in provincia: va bene ospitare chi è perseguitato, ma non i delinquenti. Vero è che la violenza c’è anche nelle famiglie, ma per lo più si tratta di famiglie di non autoctoni. Ha quindi accennato a un servizio di sicurezza sui treni notturni in val Venosta, chiedendo cosa ne è stato.
Harald Stauder (SVP) ha criticato il tentativo di generalizzare il problema partendo da casi singoli, in quanto utilizzatore di mezzi pubblici quotidianamente, non ha notato la violenza, al di là di singoli casi di passeggeri rumorosi. Certo bisogna evitare di perdere il controllo di certe aree come è accaduto altrove a causa di politiche sbagliate, ed è per questo che su certe linee già si controlla di più, e la polizia è presente. Portare più persone sui mezzi pubblici potenzia il coraggio civile.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha invitato a garantire la sicurezza sui mezzi pubblici, trattandosi in fondo di posti di lavoro. La patente a punti per i cantieri è stata introdotta senza problemi. È scandaloso che ci si debba proteggere da gente che si accoglie al fine di proteggerla.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Philipp Achammer ha contestato le affermazioni di Atz riguardanti la violenza domestica, che finiscono per legittimare certe azioni: ogni forma di violenza domestica è da condannare. La responsabile della Casa delle Donne gli ha confermato che la violenza domestica è esercitata anche da autoctoni. Myriam Atz ha replicato che non voleva relativizzare la violenza, ma semplicemente evidenziare che in certe culture è legittimo picchiare le donne, ma qui no. Tutte le donne vanno tutelate.
L’ass. Daniel Alfreider, sottolineando l’importanza del tema della sicurezza, ha evidenziato che alcuni punti della mozione non sono corretti ma vanno oltre. In Alto Adige si trasportano tantissimi passeggeri, e gli autisti sono sotto pressione – anche per non sollecitare ulteriormente è stato introdotto il Guest Pass; predisporre punti di controllo a ogni fermata è improponibile, trattandosi di 4.000. Ci vogliono controlli e tutela dei passeggeri, ma più passeggeri ci saranno, più ci si sentirà sicuri. Negli ultimi anni è stato istituito dalla STA il team di controllo costituito da due persone, considerato che i controllori vengono attaccati anche verbalmente; i concessionari hanno il compito di formare i controllori rispetto alla reazione a certe situazioni. In quanto alla proposta dei taser, si augura che non diventi realtà, ma che i mezzi pubblici siano sempre più utilizzati. Il 98% dei passeggeri non deve pagare per un 2% che non si attiene alle regole. Il tema della sicurezza esula da quello del trasporto pubblico. Sven Knoll ha replicato di non aver mai chiesto che a ogni fermata ci fosse una persona con un manganello in mano. Ha quindi preso posizione sui diversi interventi, ricordando che il fatto che non siano casi isolati viene denunciato anche dai sindacati. Ci sono linee e punti nevralgici dove spesso avvengono questi problemi. Ha quindi accolto la proposta di inserire al punto 7 anche i conducenti, come proposto da Oberkofler, e chiarito in merito ai taser che si tratterebbe di posizionarne uno nella cabina del conducente, da usare in caso di necessità. Votata per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 18 no, 7 sì e 6 astensioni, il punto (1) con 17 no, 15 sì e 1 astensione, il (2) con 24 no, 8 sì, 1 astensione, il (3) con 16 no e 16 sì, il (4) con 17 no e 16 sì, il (5) con 19 no, 8 sì e 6 astensioni, il (6) con 20 no, 12 sì, 1 astensione, il (7) modificato con 17 no e 16 sì e il punto (8) con 24 no, 8 sì e 1 astensione.
Lo stesso Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi presentato la Sostenere il divieto di transito notturno per i TIR in vigore nel Land Tirolo ed estenderlo alla provincia di Bolzano (presentata dai conss. Knoll, Zimmerhofer, Atz Tammerle e Rabensteiner l’11/11/2024), con la quale proponeva che (1) il Consiglio provinciale si dichiarasse nettamente a favore del mantenimento e dell’applicazione sistematica dell’attuale divieto di transito notturno per i mezzi pesanti nel Land Tirolo, al fine di ridurre l’impatto negativo sulle persone e sulla natura lungo l’asse del Brennero, (2) il Consiglio provinciale respingesse qualsiasi tentativo di abolire o alleggerire l’attuale divieto di transito notturno nel Land Tirolo e conferma il proprio sostegno a tutte le misure che garantiscano un sollievo lungo il corridoio del Brennero, (3) di incaricare la Giunta provinciale di avviare trattative con il Governo e le autorità competenti per estendere anche alla provincia di Bolzano un analogo divieto di transito notturno per i mezzi pesanti. L’obiettivo è quello di creare una normativa omogenea lungo tutto l’asse del Brennero che contribuisca alla riduzione dell’inquinamento acustico e delle emissioni inquinanti, tutelando così la salute della popolazione in provincia di Bolzano e nel Tirolo del nord, (4) di incaricare la Giunta provinciale di mettersi in contatto con il Governo e con i gestori dell’autostrada del Brennero affinché, in collaborazione con i rappresentanti del Land Tirolo e dell’ASFINAG, venga sviluppato e introdotto un sistema coordinato di contingentamento dei TIR per evitare il sovraccarico dell’autostrada del Brennero e gli ingorghi conseguenti ai divieti di transito, (5) di incaricare la Giunta provinciale di intervenire presso l’Autostrada del Brennero affinché i parcheggi dei TIR siano dotati di servizi igienici e locali di soggiorno destinati ai conducenti, adeguatamente riscaldati e climatizzati. Knoll ha affermato che un milione di transiti sono traffico di deviazione, e se non ci fosse il divieto notturno tanti mezzi si aggiungerebbero all’arteria del Brennero. Far sparire questi TIR, anche con un aumento del pedaggio, risolverebbe gran parte del problema traffico, e lascerebbe l’arteria libera ai trasporti locali. È necessario anche un contingentamento.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto la mozione, che propone qualcosa che il gruppo verde porta avanti da anni, anche nelle sedute congiunte, dove si sono visti bruttissimi giochetti per affondare la mozione. Si è visto però in che direzione va Salvini. Ci vuole una presa di posizione del Consiglio a favore dei divieti di transito.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ricordato di essere sempre stato contrario al divieto di transito notturno del Land Tirolo, perché non risolve i problemi. Ci vuole una soluzione congiunta, forse anche nell’ambito del Dreier Landtag. Se fosse l’Alto Adige a chiudere la MeBo e a introdurre un divieto di traffico notturno quali conseguenze si avrebbero?
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) si è chiesto così è all’origine del grande traffico dei TIR, forse il fatto che le grandi aziende non hanno più magazzini. La maggior parte del traffico si verifica prima e dopo Natale, per acquisti online e resi. C’è bisogno degli autotrasportatori, il tema però è difficile e lui non ha ancora deciso come posizionarsi.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha evidenziato che il tema è complesso, tuttavia chiudere la notte può portare a congestione diurna e compromettere la sicurezza, causando anche ritardi logistici. Non aiuta la posizione del Ministro dei trasporti italiano, né la posizione rigida degli esponenti del Tirolo. Ha annunciato astensione, pur condividendo lo spirito della mozione.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Christian Bianchi ha chiarito che si parla di tutela della salute, ma i blocchi portano all’effetto contrario, con migliaia di camion fermi lungo l’asse del Brennero, in estate con i motori accesi per far funzionare frigo e aria condizionata, ma anche in inverso per far funzionare il riscaldamento. Bisognerebbe misurare i livelli di inquinamento nell’ora prima della ripartenza o quando i mezzi sono fermi in strada. I mezzi pesanti hanno un livello di inquinamento minimo quando viaggiano ai 60-70 km/h; gli start & stop sono inoltre molto pericolosi e a rischio incidenti; inoltre, vanno considerate anche le condizioni di lavoro degli autisti fermi per ore nelle corsie d’emergenza.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha evidenziato la presenza di cantieri sull’A22 e gli utili sempre maggiori dell’autostrada, chiedendo quanti vengono investiti in loco per sicurezza e protezione ambiente. Da anni si parla di proroga della concessione, ma nemmeno gli autogrill sono locali.
L’ass. Daniel Alfreider ha evidenziato che il problema del traffico c’è soprattutto durante il giorno, e questo dimostra che adottare misure singole sul tracciato si ripercuote su tutta la tratta, penalizzando artigiani e lavoratori che di giorno si recano al lavoro. La SVP è sempre stata contraria all’ampliamento dell’autostrada, privilegiando la soluzione su rotaia. Se si introducesse un divieto notturno, tutto il traffico sarebbe diurno, quando anche i cittadini usano l’autostrada. Ci vuole una regolamentazione da Monaco a Verona, ma non tutti hanno la stessa opinione al riguardo. Misure singole non permettono di risolvere il problema. Sven Knoll ha chiarito che la misura del Tirolo non è stata introdotta per divertimento, ma in seguito a indicazioni economiche e di salute: “Il Tirolo ha fatto i propri compiti 20 anni fa, e noi non l’abbiamo fatto”. Quando ci sono divieti di traffico in Italia, ha aggiunto, in Tirolo vengono prese misure accompagnatorie. Ha chiesto quindi votazione separata e nominale. La mozione, corretta con riferimento all’Euregio al punto (3), è stata respinta: dopo le premesse, il punto (1) è stato respinto con 17 no, 14 sì e 2 astensioni, il punto (2) con 18 no, 14 sì e 2 astensioni, il (3) con 17 sì e 16 no, il (4) con 17 no e 15 sì, il (5) con 17 no e 16 sì.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha quindi presentato la La frutticoltura altoatesina: un modello di successo che ora desta preoccupazione (presentata dal cons. Leiter Reber il 10/11/2024), EMENDATA, al fine di incaricare la Giunta (1) di verificare a quanto ammontano e come vengono utilizzati attualmente i vari fondi agricoli destinati all’agricoltura altoatesina, di comunicare l’ammontare delle quote dirette e indirette che vanno alla frutticoltura altoatesina e di adottare misure affinché una parte maggiore delle sovvenzioni venga trasferita direttamente alle frutticoltrici e ai frutticoltori, (2) di introdurre l’obbligo di utilizzare parte degli attuali contributi destinati ai programmi operativi delle cooperative frutticole per investimenti sui terreni dei soci, promuovendo in tal modo la produzione di varietà innovative e la realizzazione di nuove coltivazioni e strutture di supporto, nonché di sistemi di irrigazione sostenibili, (3) di verificare – in collaborazione con gli stakeholder e gli esperti locali e internazionali – quali colture e metodi di coltivazione alternativi siano più opportuni sul piano pratico ed economico per le coltivazioni frutticole dell’Alto Adige e le sue strutture di distribuzione consolidate; (4) di incentivare anche finanziariamente il passaggio alla produzione e commercializzazione di prodotti di nicchia; (5) di sostenere maggiormente la diffusione di prodotti derivati dalla lavorazione delle mele, come il sidro di mele; (6) di consentire alle aziende agricole che rientrano nei criteri previsti dalla legge sui masi chiusi, previa autorizzazione dell’amministrazione comunale competente, di installare impianti agrivoltaici sulle superfici coltivate a frutteto, prevedendo una superficie massima consentita dei pannelli solari (ad esempio 200 m²). Leiter Reber ha sottolineato tra l’altro che la frutticoltura di oggi vive della buona reputazione che si è costruita in passato. Il volume del raccolto è rimasto più o meno lo stesso negli ultimi 15 anni: si è raggiunto un limite; anche la superficie coltivata è rimasta invariata, ma il numero di soci delle cooperative è diminuito drasticamente da 7.200 a 5.600. Le rese per ettaro sono rimaste invariate rispetto alla fine degli anni ’90 – di per sé, non sarebbero male se le aziende agricole non fossero così piccole. Oltre alla produzione, è importante anche la commercializzazione,
Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto la mozione, ricordando la discussione in commissione legislativa. Le possibilità di sostenersi con 2 ha sono veramente minime, anche considerando che in Paesi come la polonia sono previste ampissime aree di produzione, anche biologica. La buona posizione della provincia sul mercato mondiale potrebbe cambiare in futuro, puntare su un unico prodotto è un rischio. Soluzioni integrative del reddito sono positive, ma riducono l’attività agricola a secondaria, e questo ha conseguenze anche per il paesaggio e per la trasmissione dell’attività agricola.
La discussione proseguirà domani mattina a partire dalle 10.00.
**MC**
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