(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2024(AGENPARL) – sab 20 gennaio 2024 Prot. n.______ Federico Marini
ECOMMERCE – Il 50% dei sardi acquista in rete e il 22% delle
imprese vende on line prodotti e servizi, nonostante le criticità. Fabio Mereu e
Daniele Serra (Confartigianato Sardegna): “Le attività adeguino i propri
sistemi di vendita e i “non regolari” intraprendano la transizione
imprenditoriale”.
Associazioni 830mila sardi, il 50,3% della popolazione, nel 2023 ha usato costantemente la
Territoriali rete per effettuare acquisti on line. Nel 2022 erano 648mila (il 40,5%) mentre solo 6
Sud Sardegna
anni fa, nel 2018, erano solo 285mila gli isolani che acquistavano sul web.
Cagliari Numeri importanti che mettono l’Isola al 12esimo posto della classifica nazionale
Via Riva Villasanta 241
dalla Lombardia con il 56%. All’ultimo posto la Calabria con il 37,4%.
Oristano
Via Campanelli, 41 Dall’analisi delle imprese sarde che vendono on line e offrono servizi digitali,
Nuoro posto c’è la Sicilia (23,3%), al terzo la Sardegna (22,4%). Nelle ultime tre posizioni
Via Brig.Sassari, 37 troviamo Toscana (14,4%), Calabria (13,3%) e Liguria (10,1%). Nonostante i buoni
numeri sardi, dal dossier emergono anche le criticità segnalate dalle aziende. Ovvero
Sassari costi connessi all’avvio dell’e-commerce superiori ai benefici attesi. Inoltre, in un caso su
Via Alghero, 30
dei pagamenti online (9,1%).
Gallura Olbia
Via Sangallo 67 Sono questi i dati salienti dell’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di
Istat 2018/2023.
Dall’analisi emerge come i sardi per il 62% comprino abbigliamento e scarpe,
per il 28% articoli per la casa, per il 23% pc e cellulari, per il 22% film, per il 21%
libri, riviste e giornali cartacei, per il 20% cosmetici, per il 18% articoli sportivi, per
il 17% pasti e cibo dalle rivendite di prossimità, per il 16% farmaci, per il 15%
abbonamenti internet, per il 14% giocatoli e articoli per l’infanzia, per il 13%
musica, per il 12% biglietti per i concerti, per il 9% tv, stereo e macchine
fotografiche, per l’8% articoli per la pulizia della casa, per il 7% software, sempre
per il 7% cibo e prodotti alimentari pronti con consegna a domicilio, 6% giochi on
line e 5% ebook e giornali on line.
“Se da una parte abbiamo buoni numeri su coloro che acquistano on line, è ancora
bassa la percentuale delle aziende isolane che vendono prodotti e servizi in rete –
commenta Fabio Mereu, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – per
questo dobbiamo impegnarci a stimolare le piccole imprese, soprattutto quelle artigiane,
ad adeguare la propria attività di vendita”. “In ogni caso – prosegue Mereu – stiamo
notando che le realtà più piccole, pur a fronte di un ritardo rispetto alla performance
digitale dei competitor di grandi dimensioni, ha voglia di cogliere le opportunità delle
Confartigianato Imprese Sardegna
trasformazioni dei canali di vendita indotte dalla tecnologia”.
Infatti, migliaia di piccoli imprenditori hanno scoperto le infinite possibilità offerte
da social network e portali e hanno sfruttato le nuove tecnologie che vanno a intercettare
nuove fette di mercato, promuovono l’artigianato locale e fidelizzano i consumatori.
“Tanti hanno iniziato con la vendita, amatoriale, di piccoli oggetti o servizi –
sottolinea Mereu – e molti di questi hanno voluto trasformare questa attività in vere e
proprie imprese uscendo da situazioni “non regolari” dal punto di vista imprenditoriale.
