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Fondi, progetti e degrado. L’occasione mancata dei laghi “La Vota”

GIZZERIA Un’oasi naturalistica o una gallina dalle uova d’oro? Un interrogativo legittimo quando in ballo ci sono diversi milioni di euro di finanziamenti e un Sito di interesse comunitario (SIC) che da decenni è rimasto così com’era in principio: un’idea (ambiziosa) ma tale solo sulle carte dei tanti progetti illustrati finora.
Parliamo dei laghi “La Vota”, area che ricade nel territorio del comune di Gizzeria, sul litorale tirrenico della provincia di Catanzaro, tra Lamezia e Falerna. Sembrerebbe una storia simile a tante altre in una regione complicata come la Calabria ma che cela qualche mistero e mostra, invece, la consueta incapacità nel gestire progetti su larga scala.
Quello dei laghi “La Vota”, infatti, è un lunghissimo travaglio iniziato nei decenni scorsi ma che non è terminato neanche dopo il riconoscimento di status di area ‘SIC’ avvenuto qualche anno fa. Piuttosto ha allargato i confini tra sogni e realtà, tra progetti concreti e ambizioni di chi sperava di fare dei laghi “La Vota” un’oasi naturalistica unica nel Sud Italia.
I FINANZIAMENTI E tra dibattiti, idee, dubbi e progetti avveniristici poco o nulla si è mosso almeno fino al 2013. Quando cioè a marzo di quell’anno e grazie alla misura 2.2 – asse III del FEP- Fondo Europeo Pesca, la Provincia di Catanzaro (allora guidata dall’attuale deputata di Fdi Wanda Ferro) aveva previsto il finanziamento di circa 200mila euro per un “progetto di salvaguardia ambientale” in partenariato scientifico con la società di consulenza ambientale Graia srl, per arrivare, si legge, «alla definizione di modalità eco-sostenibili di gestione e di utilizzo delle risorse ambientali presenti nel sito».
Finanziamento che si è poi concretizzato nell’aprile del 2014, quando venne riconosciuto dalla Regione Calabria per un importo di oltre 178 mila euro a valere sulla Misura 3.2 del Fondo Europeo per la Pesca – FEP “Misure intese a preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche”.
Il progetto finanziato – nello specifico -– prevedeva misure per preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatica dell’area vasta circa 200 ettari, ricadenti interamente nel territorio comunale di Gizzeria, così come previsto dal Piano di gestione della rete “Natura 2000”, redatto dalla Provincia di Catanzaro.
Tra le tante idee, si era pensato di affiancare all’area una zona adibita a parcheggio, di realizzare un sistema di percorsi per la fruizione dell’area naturale e dei diversi habitat presenti, di inserire elementi in legno e cartellonistica informativa e, infine, le postazioni per il birdwatching dislocate all’interno dell’oasi, realizzate in legno ed amovibili.
L’ultimo passo, in teoria decisivo, è stato il finanziamento di circa 2 milioni di euro, previsto dal fondo “Pisl – POR-FESR 2007-2013” e che ha visto la Regione Calabria distribuire in totale oltre 11 milioni di euro ai comuni lametini, per l’attuazione di 19 progetti.
Ma l’area dei laghi “La Vota”, allo stato attuale, non assomiglia neanche lontanamente al visionario progetto immaginato solo qualche anno fa. E sulla tutela della zona (soprattutto della fauna) s’è fatto davvero troppo poco.
DEGRADO E ABBANDONO Basta – infatti – un breve giro all’interno del sito per fare i conti con un degrado allarmante. Dai rifiuti ai resti e alle carcasse di vecchi edifici abusivi, abbattuti tra gli anni 60 e 70. Dei lavori previsti neanche l’ombra, così come della «ricaduta sociale dalle attività svolte legate alla pesca di varie specie ittiche e alla raccolta di molluschi commestibili» di cui è rimasto soltanto lo slogan.
E tra sopralluoghi e monitoraggi, l’idea dell’oasi naturalistica dei laghi “La Vota” è finita negli anni per trasformarsi in un incubo per gli amministratori. Una situazione di stallo (tra contenziosi legali e lentezza burocratica) che continua a preoccupare anche gli imprenditori e gli abitanti del luogo: «In questi anni ci hanno promesso tante cose – dicono – ma finora non abbiamo visto nulla. Chiediamo che il progetto iniziale venga rivisto e che soprattutto venga rivalutata la vastità dell’area intesa come SIC».
A quello degli imprenditori del luogo si aggiunge anche l’appello del Wwf: «Siamo preoccupati – ci racconta Pino Paolillo – per come il sito dei laghi “La Vota” è stato gestito in questi anni: quando si tratta di area di questo tipo rarissimo, infatti, meno interventi si fanno e meglio è per la natura. Lo scopo della direttiva ‘Habitat’ e ‘Natura 2000’ non era la fruizione pubblica, bensì tutelare le specie protette e gli habitat».
E poi c’è un altro punto cruciale, quello legato alla caccia: «Se all’interno di un’oasi per la fauna – ci dice ancora Paolillo – non si prevede il divieto di cacciare, di che cosa stiamo parlando? È evidente che il sito si sia trasformato negli anni in una vera e propria trappola. Una delle priorità – al di là dei grandi progetti – è vietare la caccia visto che nessuno ancora lo ha fatto».
Cosa ne sarà dei finanziamenti previsti e dell’oasi naturalistica è difficile saperlo, ancor più complicato immaginarlo. Una situazione di impasse che potrebbe sbloccarsi a breve con l’affidamento della gestione di parte dell’area a un noto imprenditore lametino. Ma tuttavia molti dubbi rimangono: quanto è attuale e realizzabile un progetto che risale ad oltre 15 anni fa? Quanto è cambiato negli anni il sito dei laghi “La Vota”? E soprattutto, che fine hanno fatto i finanziamenti? (news&com)

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